Tradizioni
Marzo 2026 · 8 min di lettura
C'è una frase in dialetto sipontino che a Manfredonia conoscono tutti: «Sant'Andunje, masckere e sune!» — Sant'Antonio, maschere e suoni. Si dice il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, e segna il momento esatto in cui la città smette di pensare all'inverno e comincia a pensare al Carnevale. Da quel giorno fino al Martedì Grasso, Manfredonia vive con un'altra testa: si cuce, si incolla, si dipinge, si prova la banda, e nei capannoni ai margini della città crescono carri di cartapesta alti come palazzi.
E soprattutto si aspetta l'arrivo di Ze Pèppe. Se stai cercando cosa fare nel Gargano in inverno, o ti stai chiedendo se un carnevale di provincia meriti davvero un viaggio, la nostra risposta è diretta: sì. Il Carnevale di Manfredonia non è una sagra improvvisata, è uno dei carnevali storici d'Italia — e soprattutto è una festa vera, fatta dalla città per la città, non una messa in scena per turisti.
Ze Pèppe è il cuore di tutto. È un contadino allegro che scende in città per godersi il Carnevale ed esagera in ogni cosa — nel mangiare, nel bere, nel ballare. Prende una polmonite, si ammala e muore, e il Martedì Grasso viene «cremato» in piazza tra le lacrime finte e le risate vere di tutta Manfredonia. È una parodia dell'esistenza intera: il piacere che si paga, la festa che finisce, il modo contadino e sapiente di ridere della morte facendone uno spettacolo. Quando i sipontini dicono che «è morto Ze Pèppe» sanno che l'inverno è quasi finito e che si ricomincia da capo l'anno dopo.
Il Carnevale di Manfredonia — chiamato anche Carnevale Dauno — ha una storia lunga e riconosciuta. Nel 2016 il Ministero della Cultura gli ha assegnato ufficialmente il titolo di «Carnevale Storico», e nello stesso anno Manfredonia è stata tra le città fondatrici di Carnevalia, l'associazione con sede a Viareggio che riunisce i grandi carnevali italiani. La prima edizione moderna e organizzata risale al 1952, ma le radici affondano molto più indietro: come tutti i carnevali arriva fino ai Saturnali romani, e c'è addirittura un documento del 1567, il Sinodo Sipontino, che già proibiva ai chierici di andare in giro mascherati. Segno che qui si festeggiava — e forse un po' troppo — da secoli.
Il cuore visibile del Carnevale sono le Gran Parate. La più amata dai sipontini è la Gran Parata delle Meraviglie, la sfilata dei bambini delle scuole: dal 1998 ha il patrocinio dell'UNICEF, e vedere migliaia di bambini mascherati riempire Corso Manfredi è uno di quei momenti in cui la città intera si commuove tutta insieme.
Poi ci sono i carri veri e propri, enormi, in cartapesta, satirici, costruiti a mano da associazioni di volontari: sfilano nella Gran Parata dei Carri Allegorici e dei Gruppi Mascherati, di solito la domenica di Carnevale e il Martedì Grasso. E c'è la Golden Night, la sfilata notturna del sabato della Pentolaccia, con i carri illuminati che attraversano la città al buio: è forse il momento più scenografico di tutti.
A Manfredonia il Carnevale ha anche un sapore preciso. Due cose, soprattutto: la farrata (in dialetto «farrét'»), un rustico ripieno di farro e ricotta che si prepara proprio in questo periodo dell'anno, e gli scagliozzi («scagghjuzz'»), triangoli di polenta fritta che si comprano caldi per strada e si mangiano camminando tra la folla. Sono cibi da festa, da mangiare in piedi, con le mani, mentre passano i carri. Se vuoi capire meglio la cucina sipontina anche oltre il Carnevale, ne parliamo nell'articolo su cosa si mangia a Manfredonia.
Quello che colpisce chi viene da fuori è che il Carnevale di Manfredonia non è pensato per i turisti: è la città che festeggia se stessa. I carri li costruiscono associazioni di volontari che lavorano per mesi, di sera, dopo il lavoro vero; i gruppi mascherati sono famiglie intere, quartieri, compagnie di amici che si tramandano il mestiere di padre in figlio. Non c'è biglietto, non c'è recinto: ti metti sul Corso e la festa ti passa addosso.
È lo stesso spirito autentico che si respira nella Settimana Santa, l'altra grande tradizione cittadina — solo che qui, invece del silenzio e delle marce funebri, c'è il rumore più bello dell'anno. Sono le due facce di Manfredonia: la stessa città che sa piangere in processione ad aprile e ridere di sé sui carri a febbraio.
Il bello del Carnevale è che si vive tutto a piedi. Le parate passano per Corso Manfredi e le vie del centro storico, e chi alloggia in centro non deve pensare a parcheggi o navette: esce di casa ed è già dentro la festa. Casa e Bottega, B&B a Manfredonia, è nel cuore del centro storico, a pochi minuti dal percorso delle sfilate: la sera torni a piedi, al caldo, senza cercare l'auto tra i carri. È anche un ottimo punto di partenza per scoprire il Gargano fuori stagione, quando la costa è deserta, i borghi sono silenziosi e i prezzi sono un'altra cosa rispetto all'estate.
Quando si svolge il Carnevale di Manfredonia?
Apre ufficialmente ogni anno il 17 gennaio, giorno di Sant'Antonio Abate, e culmina con il Martedì Grasso, la cui data varia tra febbraio e inizio marzo seguendo il calendario pasquale. Le sfilate principali — le Gran Parate dei carri allegorici — si tengono nel fine settimana di Carnevale e il Martedì Grasso. Nel 2027 il Martedì Grasso cade il 9 febbraio.
Chi è Ze Pèppe, la maschera di Manfredonia?
È la maschera simbolo di Manfredonia: un contadino allegro che arriva in città per il Carnevale, esagera nei festeggiamenti, si ammala di polmonite e muore, e il Martedì Grasso viene simbolicamente cremato in piazza. Rappresenta lo spirito popolare della festa che nasce, esplode e finisce: una parodia contadina della vita e della morte.
Cosa sono la farrata e gli scagliozzi?
Sono i due piatti tipici del Carnevale sipontino. La farrata (in dialetto «farrét'») è un rustico ripieno di farro e ricotta che si prepara proprio in questo periodo; gli scagliozzi («scagghjuzz'») sono triangoli di polenta fritta, venduti caldi per strada e mangiati camminando tra la folla.
Il Carnevale di Manfredonia è adatto ai bambini?
Molto. La Gran Parata delle Meraviglie è proprio la sfilata dei bambini delle scuole, con il patrocinio dell'UNICEF dal 1998. Le parate dei carri allegorici sono coloratissime e festose, pensate per le famiglie: è uno degli eventi più a misura di bambino di tutto il Gargano in inverno.
Dove dormire a Manfredonia durante il Carnevale?
Il centro storico è la scelta migliore, perché le sfilate passano di lì e ci si muove a piedi. Casa e Bottega è una casa vacanze con due camere nel cuore del centro storico, a pochi minuti dal percorso delle parate: si segue la festa e si rientra a piedi, senza problemi di parcheggio o trasporto.
Vivi il Carnevale da dentro.
Nel cuore del centro storico di Manfredonia.